Matricole: guida di sopravvivenza

Buongiorno, compagni di sventure!
L’inizio dei corsi incombe su di noi, ormai. Alcuni, forse, avranno già scoperto come riprendersi da un tale trauma. Tuttavia, oggi voglio rivolgermi a quei poverini che devono affrontare il mondo universitario per la prima volta.
Proprio così, care matricole (fuorisede e non!): il post di oggi è tutto per voi!

Dopo essere sopravvissuta a una triennale bella tosta, mi sento di darvi qualche consiglio di sopravvivenza. Giusto perché io, al vostro posto, credo ne avrei avuto bisogno.

Ma procediamo!

Va tutto bene

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Ce l’avete fatta! Siete approdati all’università. Che ci siate riusciti superando una qualche forma di test d’ingresso o meramente sopravvivendo al liceo, ci siete riusciti.
Si sta aprendo davanti a voi un nuovo capitolo della vostra vita: nuova casa, nuovi amici, nuovi voi. E questa è una cosa da festeggiare.
Quindi, prima che i corsi inizino, prendete un bel respiro e fate un sorrisone: state diventando grandi.

Imparate a capire chi vi sta davanti

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Questa è una cosa che non vi insegnano a scuola. E nemmeno all’università, a dirla tutta. Dovete impararla da soli, ma se lo sapete ci farete più caso, giusto?
Ecco: che si tratti di professori, o altre matricole, o assistenti o chiunque sia, imparate a capire chi vi sta davanti. Imparate a pensarci più e più volte prima di dire qualcosa.
Lo so, è brutto e può suonare falso. Ma dalla simpatia o dall’antipatia di quel professore potranno esserci delle conseguenze molto più pesanti di quelle del liceo.
E quindi sappiate quando è il caso di mettervi in mostra e quando è il caso di non farlo.

Fate amicizia

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Ma non tutto il male vien per nuocere!
Dopo aver capito chi avete intorno, trovate chi è come voi. In fondo, voi e le altre matricole condividete la passione per la stessa facoltà. I vostri compagni di sventura saranno la vostra ancora alla sanità mentale.
E volete il mio consiglio? Fate amicizia anche con chi è più grande di voi. Meglio ancora se della vostra stessa facoltà. Potrà aiutarvi molto sul punto 2, perché loro saranno probabilmente già passati per il vostro primo anno!

Non procrastinate

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Ora, non voglio certo traumatizzarvi (né traumatizzare me stessa e i colleghi più anziani), però devo dirvelo: non è vero che la sessione d’esami è lontana.
I semestri volano e in men che non si dica, gli esami saranno a una settimana da voi.
Quindi, il mio consiglio, per quanto ovvio, è di iniziare fin da subito almeno ad organizzarvi il lavoro.
Di nuovo: capite chi vi sta davanti. Capite come dovrete studiare per questo o per quell’esame e organizzatevi di conseguenza.
Farlo da subito vi sarà molto utile durante la sessione, quando l’ansia e lo stress saranno a un livello troppo alto per poter pensare a qualunque cosa.

La coinquilinanza

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Se siete dei fuorisede, vi tocca una casa nuova. Non l’avete ancora trovata? Magari allora date un’occhiata a questo post e ai consigli che do a chi è ancora alla ricerca.
Se invece avete già traslocato, avrete già fatto l’esperienza della coinquilinanza. Ecco, questa può essere o meravigliosa, o un inferno. E anche qui sta a voi.
Il mio consiglio? Le regole. Se ognuno in casa fa quel che deve, allora poi andare d’accordo diventa molto più semplice. Perché i vostri coinquilini non necessariamente arrivano dalla vostra facoltà, né sono matricole come voi, quindi non gli è dato capire quello che state passando. E viceversa.
Quindi sì a turni delle pulizie, sì alla lista della spesa comune e io dico sì anche al fondo spesa e al fondo bollette.

Nutrirsi

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No, un’alimentazione a base di caffeina non basta

Non dimenticatevi di mangiare!
Dover sopravvivere da soli significa anche questo. Beh, fortuna che c’è tutto un blog di trucchi e consigli su come sopravvivere da fuorisede, no? 😉

Le decisioni importanti

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E se questa facoltà proprio non facesse per voi?
Ancora una volta, la parola chiave è capire. Credetemi, se una cosa non vi piace, lo sentirete in un batter d’occhio. E non c’è vergogna nell’ammetterlo, anche ai propri genitori, e spiegargli che proprio non fa per voi. La vita è la vostra, prendetevela.
Anche perché, diciamocelo, mantenersi (o farvi mantenere) mentre si fa qualcosa che non si ama è uno spreco di tempo e denaro, o no?

 

E quindi, care matricole, godetevi questo primo anno. Vi garantisco che ve lo ricorderete a lungo, e che negli anni successivi vi sembrerà che sia stato tutto troppo semplice.

Come vi sentite all’idea di iniziare l’università? Paura? Ansia?
E ai colleghi anziani che hanno letto il post: ve lo ricordate il primo anno?

Se avete qualche domanda, non esitate a chiedere nei commenti. O, se siete troppo timidi, potete sempre scrivermi qui. 🙂

Un saluto, ci leggiamo alla prossima!

 

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