Lunchbox: 5 consigli per scegliere quella più adatta a noi

Se c’è una cosa che tutti gli studenti, fuori sede o no, condividono, è il dover pranzare fuori casa. Tutti siamo andati almeno una volta in università muniti di schiscetta (o, per dirla all’inglese, della nostra lunchbox).
Io non faccio eccezione, e nelle ultime settimane, complice il tirocinio, si sono alternate tantissime alternative di pranzi da schiscetta. Se mi seguite su instagram avrete sicuramente notato che ho lanciato l’hashtag #highlyschiscettablelunches, proprio per condividerli con voi – e per lasciarmi ispirare dalle vostre idee.

Di lunchbox però ne esistono tantissime e sembrano tutte diverse da loro. Ma come fare a capire qual è quella più adatta alle nostre esigenze?

Con il post di oggi spero proprio di aiutarvi nella scelta (e di convincervi a portarvi il pranzo da casa, se ancora non lo fate).

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Bento: per chi ama variare

Una lunchbox bento è, semplicemente, un contenitore per il pranzo con divisori e scompartimenti. Questo tipo di porta pranzo si rivela particolarmente utile, secondo me, se dovete passare l’intera giornata fuori casa e avete dunque l’esigenza di portare più cose diverse. In poche parole, se oltre al pranzo magari volete portare con voi anche qualche piccolo snack.

Dovete però tener conto del fatto che, a causa dei divisori, lo spazio all’interno del contenitore è ridotto, quindi le porzioni saranno più modeste.

Se quindi volete portare solo un bel piatto di pasta fredda all’università, credo proprio che i contenitori bento non facciano per voi.

Le mie preferite:

Chiusura ermetica: per stare in sicurezza

Se le lunchbox bento possono non essere adeguate a tutti, secondo me la chiusura ermetica (tipo tupperware) invece è un must assoluto. Qualunque cosa decidiate

Un contenitore con chiusura ermetica vi aiuterà a evitare situazioni spiacevoli di questo tipo, tenendo tutto chiuso alla perfezione.

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Termica: per un pranzo come a casa

scaldavivande lunchbox isolamento termico studenti pranzo fuori sede

Fonte: dalani.it

Un altro aspetto importante da tenere in considerazione è l’isolamento. Diciamocelo, è sempre bello che i pasti caldi siano caldi e quelli freddi siano freddi. Una lunchbox con isolamento termico può ovviare a questo problema.

Ancora meglio, nel caso delle pietanze calde, uno scaldavivande. Se siete in ufficio, quest’opzione è l’ideale per le fredde giornate invernali.

Qual è lo svantaggio? Che i contenitori termici e gli scaldavivande, oltre a essere naturalmente un po’ più costosi, tendono anche a essere più ingombranti. Può diventare quindi problematico se dovete spostarvi molto nell’arco della giornata.

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Scomparto posate: per avere tutto a portata di mano

Un altro must, secondo me, è lo scomparto per le posate (con eventuali posate incluse). Non è scomodo portare le proprie da casa, ma il problema si presenta nel momento in cui queste vanno riposte da qualche parte… e la lunchbox è troppo piccola per ospitarle.

Un’ottima alternativa è quella di comprare una lunchbox normale e un set di posate da viaggio.

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Acciaio inox:  per chi vuole aiutare l’ambiente

Sapete come la penso da questo punto di vista: per me, l’ideale è ridurre i rifiuti e la plastica il più possibile. Quindi, il top sarebbe avere una lunchbox in materiali ecologici. Può essere acciaio inox, pyrex o simili. Si tratta anche di materiali più facilmente lavabili rispetto alla normale plastica.

Certo, il pyrex diventa alquanto pesante in una borsa, e anche questo non vi aiuterà se durante la giornata dovrete camminare molto.

Se volete proprio usare un contenitore di plastica (per questioni di peso, appunto), fate almeno attenzione che non contenga BPA. Dovreste trovare l’indicazione “BPA free” da qualche parte sulla confezione.

Le mie preferite:


Questi erano i miei 5 consigli per trovare la lunchbox più adatta alle vostre esigenze.

E voi, come lo portate il pranzo all’università o al lavoro? Scrivetemelo nei commenti e non dimenticate di condividere l’articolo con tutti i vostri amici fuori sede!

Alla prossima!

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